venerdì 6 marzo 2015

Ciclo Cugge , l'Amerio della Liguria

A cavallo di capodanno, mi trovavo dalle parti di Sanremo in festa e...vuoi non andare a vedere qualche rottame lì presso?
Ed ecco che dietro un mosquito che ha reso l'anima ai tempi di Saragat e una muntanbaic spacciata per d'epoca..trovo lei!
Poveretta, faceva pena.
" Ah , quella? L'ho trovata in una serra, ma va bene solo per ricambi..."
Succede così che la bella autovettura della moglie si trasforma per l'occasione in bilico trasporto rottami ferrosi ambulanti...

La bici, in sé , è una Amerio.
punzonata 1937 sul manubrio, numero di telaio sotto il reggisella...tutto collima.
Ma..ma...
Già al momento dell'acquisto, sotto il sole ligure , m'ero avveduto che qualcosa non quadrava.
Una C nel portafanale.
Il colore azzurro di parafanghi e canotto sterzo.

Mah?
A casa, dopo qualche tempo, smonta e smonta , scopro il marchio CUGGE sulle pedivelle e sui mozzi....

Ricerca su internet e....voilà!
dalle poche informazioni avute anche in loco, pare che Cugge fosse un rivenditore di Sanremo che aveva anche una piccola squadra corse ( e presto mi sa che ne vedremo una di queste corsaiole...)
A tale proposito ho visto tempo fa anche una AMERIO marca Ciclo NINO SANREMO, ...qui mi fermo...
Sarebbe curioso saperne di più , posso immaginare che entrambe le case si rifornissero alla Amerio, se poi fosse lo stesso Cugge...nin zo!

Massiccia, come tutte le balloncine, porta cerchi a 3/4 gonfiati a bassa pressione.
inizialmente volevo riportarla nella sua terra di origine per le passeggiate sul mare ma.....troppo pesante!
Oltretutto anche la sella, particolarissima per via del molleggio a balestre anzichè le solite molle, ispirava gioia per le mie terga....
Ammiratissimi quindi coloro che abitualmente facevano la spola magari dall'entroterra con carichi , giorno e notte...

Ci siamo guardati, ha guardato le mie gambe e mi ha sussurrato: "...gioventù d'oggi..."
Sconsolata , ha preso posto accanto ad una sua coetanea..
Tra loro si capiranno.

lunedì 2 marzo 2015

Bianchi Savoia, regina tra la regine


Le bici che amo di più sono quelle comuni, quelle che giravano “davvero” dalle mie parti.

Le vere rarità o i pezzi da 90, avercene!, non esercitano  su di me lo stesso fascino della bici artigianale piemontese tenuta assieme col fil di ferro.

Insomma, la bici che sto per presentare non dovrei neppure averla, a questo punto.

Ma ce l’ho, eccome.

E l’ho smontata e pulita e regolata tutta.

E con gran gusto.

Perché da quando la vidi fu una cosa sola desiderarla comprarla smontarla studiarla ed esporla.

Si tratta di una delle più rare sottomarche Bianchi, almeno in italia.


La SAVOIA era infatti il brand con il quale Bianchi esportava in Sud America le proprie creazioni, anche se si trattava in realtà di una..Touring altrimenti punzonata.



Amici collezionisti oltreoceano ne pubblicano talora qualcuna e proprio a partire da questa conoscenza mi sono lanciato nell’ acquisizione non appena se ne è presentata l’occasione!


Il nobile Marchio è ovunque: sella, mozzi, pedivelle …

Colpisce la presenza del copertone anteriore marcato TOURING CORD, sicuramente quello fornito 76 anni orsono in dotazione originale.


Curiosa la presenza di questa bici sul territorio italiano, forse più unica che rara: possibile che un operaio l’avesse acquistata direttamente alla fabbrica ed abbia evitato alla signora un bel viaggetto per mare…


Curiosità nella curiosità il patacchino Tebro: ormai non mi stupisco più di nulla in casa Bianchi e chissà che anche questo misterioso patacchino  , Lodando Dio,  un giorno non sveli la sua origine…